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Jeep Renegade CJ

La serie CJ fu sviluppata da quella che allora era la Willys Overland a partire dal 1951, a seguito di una richiesta dell’esercito americano che chiedeva una 4×4 leggera dotata di maggior potenza. La soluzione di montare un motore potenziato derivato da quello utilizzato sulla prima Jeep, la MB, apparve la più logica ed economica ma, a causa della nuova testata, più alta, questo obbligò alla modifica dell’intera parte frontale del veicolo.

Dalla versione militare, la M38A1, nel 1954 fu derivata la variante civile CJ5 (la sigla CJ significa Commercial Jeep) che, con la versione CJ6 a passo lungo e la successive CJ7 a passo intermedio e CJ8 rappresenta la diretta progenitrice delle Wrangler attuali. Il modello rimarrà in produzione fino al 1986 diventando il simbolo della produzione della Casa nordamericana. Nel corso della sua lunga carriera ebbe motori a benzina a quattro (2,2 e 2,5 litri) 6 ( 3,7, 3,8, 4,2 e 4 litri) e 8 cilindri (5 litri) e Diesel, (tutti a 4 cilindri, Perkins 3,2 litri e Isuzu 2,4 litri).

La struttura delle CJ è molto convenzionale, con telaio e carrozzeria imbullonati, cambio (prima a tre, quindi a quattro e cinque marce) con ridotte e trazione normalmente al retrotreno con trazione integrale inseribile. La versione Renegade divenne un’icona nel mondo dell’offroad, tanto che l’attuale suv compatta della Casa, costruita nello stabilimento italiano di Melfi ne ha ereditato il nome.

Roberto Bruciamonti