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Isuzu Trooper

Isuzu è una società molto importante nella storia automobilistica del Giappone, ed è stata a lungo la più importante Casa nipponica produttrice di motori Diesel e di autocarri. Con il Trooper (Bighorn su certi mercati, venduto anche con i marchi Opel come Montere , Honda con il nome di Horizon e come HoldenJackaroo), la Isuzu all’inizio degli anni Ottanta si affacciò su quello che era all’epoca uno dei segmenti di mercato in forte espansione negli Stati Uniti, quello dei light truck, gli autocarri leggeri.

Il Trooper venne prodotto in due serie principali, la prima dal 1981 al 1991 (questa serie, dal 1988 in poi, fu prodotta per un certo periodo anche dalla SsangYong con il nome di Korando Family) e la seconda dal 1991 al 2005, anno della chiusura delle catene di montaggio. Dopo un inizio un po’ in sordina (i motori a benzina di 2 litri e diesel di 2,2 litri si rivelarono inadeguati alle esigenze del mercato statunitense), nella seconda metà degli anni Ottanta vennero adottate nuove motorizzazioni più prestazionali (2,6 e 2.8 litri a benzina e l’ottimo 2,8 litri turbodiesel 4JB1, da 95 CV).

Nel 1992 il modello venne aggiornato, con dimensioni maggiorate, per una migliore abitabilità, e prestazioni rese più brillanti con l’adozione di nuovi motori da 3,2 litri a benzina e del nuovo turbodiesel di 3,1 litri: c’erano le premesse per un successo notevole, che però fu compromesso da un’iniziativa del Consumer Report americano (poi sconfessata da un tribunale statunitense) che metteva sotto accusa il modello per problemi di stabilità. In Italia il Trooper arrivò già con la prima serie, verso la fine degli anni Ottanta, con motore 2,8 turbodiesel (anche la SsangYong italiana importò qualche esemplare della Korando Family), mentre negli anni Novanta fu disponibile (soprattutto con motori Diesel) sia con il marchio Isuzu sia nella versione Opel denominata Monterey.

Si tratta di un 4×4 onesto e robusto, con buone prestazioni fuoristrada e un assetto stradale molto “morbido”, per abituarsi al quale è necessario un certo periodo di assuefazione. L’affidabilità di questi modelli è ancor oggi molto buona, a patto che negli anni sia stata curata come si deve la manutenzione: meglio girare alla larga dagli esemplari trascurati, in quanto le riparazioni sono decisamente costose.

Roberto Bruciamonti